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INTRODUZIONE

Per ciascun articolo Federico Torricelli ha liberamente riassunto ed interpretato il saggio di Stefano Stanghellini pubblicato sul numero 12/2000 della rivista “Genio Rurale” dal titolo “Il Codice delle Valutazioni Immobiliari” nell’intendimento di riportare comunque fedelmente i concetti ivi esposti, sarà riuscito nell’intento?


Sommario:


Il Codice delle Valutazioni Immobiliari

La recente pubblicazione del “Codice delle Valutazioni Immobiliari” ad opera di Tecnoborsa1 apporta un notevole contributo alla trasparenza del mercato italiano. Infatti prende posizione su uno dei suoi punti di criticità: la scarsa qualità delle stime.
Il volume è diviso in due parti: la prima è costituita dal Codice delle Valutazioni Immobiliari vero e proprio. La seconda riporta i risultati di una ricerca sulla "Qualità delle informazioni e delle valutazioni nel settore immobiliare", il cui svolgimento è stato propedeutico alla stesura del Codice stesso.

La qualità delle informazioni e delle valutazioni

La ricerca sulla qualità delle informazioni e delle valutazioni nel settore immobiliare si è sviluppata nei seguenti tre ambiti:

  • Le fonti informative del mercato immobiliare italiano;
  • La terminologia e le convenzioni più utilizzate;
  • Le principali esperienze internazionali
Analizzando i dati riferiti al primo punto emerge una situazione caratterizzata da un elevato grado di dispersione, frammentazione e disomogeneità delle fonti informative. Le cause vanno ricondotte alla presenza di una molteplicità di soggetti che perseguono finalità diverse, di natura istituzionale, commerciale, promozionale, fiscale o altro, ed operano con strutture organizzative diverse. Le principali differenze risiedono nel grado di copertura di alcuni sottomercati e del territorio nazionale, la frequenza dell'aggiornamento dati, le modalità di diffusione delle informazioni.
In sintesi, dall'analisi comparata dei punti di forza e debolezza di ciascuna fonte informativa, risulta come all'enorme crescita di attenzioni ed iniziative per il mercato immobiliare, non corrisponda ancora una qualità dell'informazione soddisfacente. Il principale limite è costituito dalla mancanza di un'esplicita e univoca indicazione di un glossario tecnico, di una serie di criteri da utilizzare per la classificazione dei sottomercati, di una misura di consistenza fissa e di importanti informazioni, quali la disponibilità temporale del bene immobile.
Il secondo ambito della ricerca compie una ricognizione generale dei parametri tecnici utilizzati in Italia per misurare la consistenza degli immobili e cerca di evidenziare le principali convergenze, all'interno dell'enorme panorama delle definizioni utilizzate. Questa ricognizione è stata effettuata considerando quattro categorie di fonti:
  • Gli enti di normazione, in particolare l'Organizzazione internazionale di normazione (ISO) e l'Ente nazionale italiani di unificazione (UNI);
  • La manualistica specializzata in termini di valutazioni immobiliari e le riviste tecniche;
  • I riferimenti legislativi in materia catastale;
  • Le misure di consistenza utilizzate nella pianificazione urbanistica e nell'edilizia residenziale pubblica
Riveste notevole importanza la convergenza delle unità di consistenza, introdotta dal legislatore in materia catastale, con il metro quadrato commerciale, d'impiego pressoché generalizzato nel mercato immobiliare.
Particolarmente importante è la norma ISO, recepita dall'UNI finora in modo ufficioso, che armonizza le definizioni attualmente in uso in ambito italiano ed europeo.
Il terzo ambito della ricerca tratta l'analisi di esperienze internazionali di armonizzazione, che costituiscono riferimenti importanti per l'evoluzione italiana in questo senso, e si concentra sui casi di Regno Unito e Francia. Di essi sono soprattutto esaminati il ruolo della comunità professionale e le norme volte ad omogeneizzare le pratiche professionali; quest'ultimo aspetto è affrontato anche in riferimento all'attività svolta in ambito internazionale dall'associazione Tegova.

La struttura e i contenuti del Codice
La struttura del "Codice delle valutazioni immobiliari" deriva dalla constatazione che tre sono gli ambiti in cui maggiore è l'esigenza di trasparenza ed omogeneizzazione:
  1. Gli aspetti economici o "valori";
  2. I procedimenti di stima;
  3. Le misure di consistenza dei beni.
Concentrando la sua attenzione su di essi il Codice cerca di raggiungere due importanti obiettivi: il primo è la definizione di un sistema di concetti e procedure estimative in linea con l'internazionalizzazione e finanziarizzazione dei mercati immobiliari. Il secondo è la costruzione di uno strumento applicativo impostato sul concetto di "Qualità totale" in sintonia con la norma ISO 9004. Questo approccio verrà studiato ed analizzato in una parte successiva di questo saggio.
Il Codice è costituito da due sezioni collegate fra loro da diretti riferimenti: il glossario e le specifiche.
Il glossario definisce la terminologia e le convenzioni da adottare. Esso a sua volta si articola in tre parti: le misure di consistenza, i valori di stima, i procedimenti di valutazione
Le "specifiche" del servizio di valutazione descrivono in modo completo e preciso le caratteristiche del servizio o prodotto offerto e le relative condizioni di accettabilità. Esse hanno validità generale e sono applicabili ad una pluralità di casi.
Il Codice mira a raggiungere questi due obiettivi tenendo pragmaticamente conto dei vincoli che la situazione italiana pone a tale ispirazione. Due sono i principali vincoli che rendono graduale questa operazione:
  1. La peculiarità della situazione estimativa italiana, che presenta elementi di originalità e differenziazione rispetto alle norme e procedure codificate nei Paesi anglosassoni, diventate egemoni nei mercati internazionali.
  2. La mancanza di un autorevole organismo che aggreghi i valutatori in una comunità professionale, in luogo alla dispersione in ordine e collegi esistente in Italia.
A causa di questi condizionamenti, il Codice è stato redatto seguendo un modello elastico ed aperto che gli conferisce le seguenti caratteristiche: a)elasticità; b)responsabilità; c)trasparenza; d)progressività.
L'elasticità consiste nel fatto che le specifiche non costringono il valutatore ad aderire a modalità di stima rigidamente prestabilite, ma gli offrono una più o meno ampia gamma di opzioni, rispetto alle quali la sua scelta(o anche il rifiuto) deve essere motivata. In particolare il Codice contempla tre diversi livelli di adesione: piena, rispettosa di requisiti minimi, condizionata. La dichiarazione del valutatore riguardo ai limiti del suo operato, permette al Codice di precisare il livello di responsabilità che egli assume nei confronti del committente e di terzi. Inoltre, il Codice rende trasparente il processo di stima, richiedendo al valutatore di dichiarare, in modo chiaro ed esplicito, tutti i contenuti della valutazione.
L'opera appena realizzata, costituisce tuttavia solo una prima elaborazione che aggiornata, si spera annualmente, contribuirà ad allineare l'Italia con un comune standard europeo.

1 Tecnoborsa, Codice delle Valutazioni Immobiliari, Roma, 2000. Supervisione Aldo de Marco; responsabilità del coordinamento Giampiero Bambagioni. Il volume recepisce i risultati della ricerca affidata da Tecnoborsa all’Istituto Nazionale di Urbanistica. Direttore scientifico Stefano Stanghellini; coordinatori Giuliano Morella e Ezio Micelli; ricercatori Antonella Faggiani, Laura Gabrielli, Tecla Mambelli
Il Comitato Scientifico di Tecnoborsa è formato dai seguenti organismi: Associazione Bancaria Italiana(ABI), Censis, Confedilizia, Consiglio Nazionale delle Borse Immobiliari Italiane, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali(FIAIP), Istituto Nazionale di Urbanistica(INU), Ministero delle Finanze-Dipartimento del Territorio, Poste Italiane, Ente Nazionale di Unificazione(UNI), Unioncamere, Università Bocconi - Newfin

Stefano Stanghellini è professore straordinario di Estimo nell’istituto Universitario di Architettura di Venezia


I Codici per le valutazioni immobiliari in Europa

Introduzione
Analizzare criticamente le forme di regolazione delle valutazioni immobiliari dei principali Paesi europei, costituisce una fase cruciale della realizzazione di procedimenti standard uniformati da utilizzarsi in ambito professionale, nelle pratiche di valutazione immobiliare1 anche nel nostro Paese.
Quest’operazione è resa necessaria dal progressivo formarsi di un mercato comunitario europeo e dallo stesso mercato immobiliare, sempre più considerato come una commodity aperta agli operatori di tutte le nazionalità, affinché il nostro Paese possa essere efficientemente integrato nel circuito delle transazioni internazionali.
In Europa, gli esempi rilevanti di tentativi di regolare le pratiche di valutazione, attraverso manuali e codici, sono due: il caso inglese, che con la realizzazione del Red Book, esperienza promossa gestita dal Royal Institution of Chartedered Surveyors (Rics), rappresenta il modello di riferimento per ogni iniziativa analoga intrapresa nel nostro continente. Tuttavia, la distanza del quadro giuridico inglese da quello italiano, impone l’analisi del secondo caso di cui sopra, quello francese, cioè la Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére per le valutazioni immobiliari promossa dall’Istitut français pour l’expertise immobilière. Oltre ai manuali di stampo nazionale, occorre aggiungere a quest’analisi il confronto con le pubblicazioni che mirano a regolare le procedure di valutazione a scala internazionale.

I codici per le valutazioni immobiliari: due modelli a confronto
I due casi sopracitati sono, di fatto, i due paradigmi di riferimento per comprendere il rapporto fra procedure di stime e comunità di valutatori, anche se, sul piano teorico, questi due modelli risultano contrapposti.
Nel Regno Unito il Red Book costituisce il manuale di riferimento per tutti i soggetti che si occupano di valutazione immobiliare (periti, banche e società immobiliari) ed ha lo scopo di diffondere metodi e procedure coerenti in tutto il Paese, per assicurare completezza e professionalità nelle stime; inoltre il Red Book ha anche il compito di salvaguardia sull'operato del professionista attraverso norme deontologiche e criteri comportamentali.
Il Manuale si articola in due sezioni: la prima (Practice Statements) è relativa alle procedure e alle modalità di esecuzione di una stima a cui sono vincolati tutti i membri della Rics; la seconda (Guidance Notes) completa la prima e contiene una serie di note esplicative per la pratica professionale, non vincolanti come le precedenti, ma che comunque costituiscono "buone pratiche" di orientamento per un professionista.
La Rics non ha solo promosso e gestito il Red Book, ma rappresenta anche l'intera comunità dei professionisti del settore.
A tale modello, focalizzato attorno all'esclusivo organismo regolatore di una comunità professionale, si contrappone il modello continentale, di cui la Francia è un buon esempio.

La Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére (1999) prodotta dall'Institut Français de l'Expertise Immobiére è un documento d'orientamento, priva di carattere cogente (a differenza del caso inglese) nei confronti dei professionisti che effettuano stime, sulle buone pratiche utilizzate in Francia nell'ambito
delle valutazioni immobiliari. La Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére si divide in quattro parti: la prima illustra i principi e le condizioni generali dell'attività di valutazione; la seconda parte fornisce un preciso ed omogeneo glossario tecnico.
La terza parte esamina le procedure relative alle valutazioni ed individua i principi e i contenuti che ne governano la redazione; l'ultima parte illustra i comportamenti e la deontologia professionale. Da questi dati si evince la peculiarità del Regno Unito, che a differenza degli altri Paesi europei, può contare su un organismo come la Rics, in grado di effettuare controlli sulla qualità dei prodotti professionali, ed eventualmente sanzionare comportamenti difformi e contrastanti gli standard specificati dal Red Book.

I Valori di Stima
Le definizioni di valore all'interno del Red Book e della Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére rinviano a diversi valori, che una volta analizzati permettono il rilevamento delle notevoli differenze nelle tradizioni nazionali, anche in riferimento a termini e definizioni sui quasi si potrebbe ritenere l'esistenza di una sostanziale convergenza. Tuttavia, casi come le diverse definizioni del "valore di mercato" proposte dal Red Book sono illuminanti in proposito:
secondo il manuale inglese, il valore di mercato (Market Value) corrisponde alla somma di denaro a cui il bene dovrebbe essere venduto al momento della stima. Nella stima si assume che il bene sia stato oggetto di commercializzazione prima della data della stima, che vi sia un proprietario effettivamente orientato alla vendita ed un acquirente effettivamente interessato all'acquisto; e infine che entrambe le parti contraenti agiscano liberamente, prudentemente ed in modo informato.
Alla definizione di "valore di mercato" si affianca quella di "valore di libero mercato"(Open Market Value), cioè il miglior prezzo risultato dalla libera vendita di un bene immobiliare, alla data della stima. Anche in questo caso si assumono le ipotesi di cui sopra con l'aggiunta della mancata considerazione di offerte da parte di acquirenti con interessi particolari.
La differenza fra queste due definizioni risiede nel tipo di valore considerato: infatti se il valore si riferisce al miglior prezzo ricavabile dalla vendita del cespite la stima valuterà il libero valore di mercato; se invece oggetto della stima è il valore atteso in senso statistico, il perito valuterà il valore di mercato.

La difformità con la lettura estimativa del nostro Paese è notevole. La stima può basarsi su un'analisi il più possibile oggettiva dei prezzi storicamente ordinati(e quindi sul principio dell'ordinarietà) oppure sulla valutazione soggettiva del perito, il quale sulla base delle proprie conoscenze stima il miglior prezzo che ottenibile da un determinato immobile.
Tale difformità non si limita solo alla presenza di due valori di mercato, ma si estende anche a due ulteriori valori riportati dal Red Book: il valore di realizzo (Exstimated Realization Price) e il valore di realizzo condizionato (l'Exstimated Restricted Realization Price). Il primo consiste nella previsione della somma di denaro, al lordo delle spese di vendita, che può essere ragionevolmente prevista dalla libera vendita di un bene, al momento della valutazione, in una data futura specificata dal valutatore, tale da consentire un ragionevole lasso di tempo per un'adeguata commercializzazione del bene(avendo riguardo sia della natura del bene che dello stato del mercato). Come in precedenza, diverse sono le ipotesi assunte nella stima: che via sia un venditore interessato alla vendita, che non sia considerata nessuna offerta da parte di un compratore con interessi particolari; che entrambe le parti agiscano liberamente, prudentemente, in modo informato.
Il valore di realizzo condizionato è del tutto analogo a quello di realizzo, con un'importante differenza: si assume infatti, che la compravendita abbia luogo in una data futura specificata dal cliente (e riportata nella perizia) tale da non consentire un ragionevole lasso di tempo per un'adeguata commercializzazione del bene (avendo riguardo sia della natura del bene, sia della salute del mercato)
L'Exstimated Restricted Realization Price aggiunge alle caratteristiche dell'Exstimated Realization Price un aspetto non irrilevante: la data della vendita viene stabilita dal committente secondo le sue specifiche esigenze e non dal perito in funzione dei tempi di commercializzazione proprio del segmento a cui il bene appartiene. Presentate queste quattro definizioni, quali elementi possono consentire di differenziare chiaramente i due valori di realizzo dai due valori di mercato? La risposta è insita nei tempi di commercializzazione rispetto alla stima, che possono essere precedenti o successivi ad essa.
Il manuale francese omologo al Red Book, la Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére, propone un'analisi più semplificata del valore di mercato: il valore venale(Valeur venale) utilizzato come riferimento principale. La sua definizione è del tutto simile a quella del Market Value inglese anche nell'identità tra momento della stima e momento della vendita, tratto peculiare del Market Value. Altri organismi internazionali del settore sono allineati sostanzialmente sulla stessa definizione di Valore di Mercato data dal Red Book.
Il Red Book individua anche un valore peculiare per la stima di un bene assumendo la permanenza della destinazione d'uso dell'immobile al momento della stima: l'Existing Usue Value(Euv) che risulta essere quasi un'anomalia per stime che assumono, di norma, la possibilità di una trasformazione della destinazione d'uso del bene. La Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére riduce la portata del rapporto fra il valore del bene e la sua destinazione d'uso, cioè il rapporto con la destinazione attuale deve comparire come caratteristica della stima e consentire di declinare con maggior precisione il valore di mercato del bene, senza tuttavia condurre a definire specifici valori di stima.
Sintetizzando, il rapporto fra destinazione d'uso attuale e futura e valore dell'immobile costituisce un aspetto problematico nelle diverse tradizioni nazionali e negli standard internazionali.
Con maggior enfasi, rispetto alla letteratura estimativa italiana, nel Red Book e nella Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére il costo di riproduzione deprezzato viene individuato come specifico valore oggetto di stima. Il Depreciated Replacement Cost rappresenta la somma del valore del terreno, del costo di ricostruzione degli immobili, opportunamente deprezzato in funzione dell'età, delle condizioni generali del bene, dell'obsolescenza funzionale, economica o ambientale e di altri fattori considerati rilevanti. Tale somma determina quindi una misura lorda del costo di riproduzione, a cui deve essere sottratta la quota di deprezzamento legata alle condizioni di obsolescenza fisica, funzionale ed ambientale proprie dell'edificio. In questo settore estimativo, la Charte pone maggior enfasi sulla distinzione fra il costo di riproduzione netto e lordo, enunciando due specifici valori: il cout de remplacement e il cout de remplacement net. Il primo rappresenta la somma del valore del suolo e del costo di costruzione di un bene analogo per caratteristiche fisiche e funzionali, mentre il secondo aggiunge a tale definizione un coefficiente di deprezzamento, da applicarsi al valore della costruzione in ragione della sua obsolescenza. Riassumendo, il valore dell'immobile può quindi essere ottenuto attraverso la somma dei valori: del costo di produzione deprezzato e del valore dell'aerea edificabile.

Le Misure di consistenza
L'analisi comparata delle misure di consistenza adottate nei Paesi Europei presi in esame evidenzia un'armonizzazione ancora parziale: le singole tradizioni nazionali sono ancora forti e condizionano in modo significativo le unità di misura impiegate nei diversi Paesi.

Nel Regno Unito, le misure di consistenza sono state codificate nel Code of Measuring Process(1993), elaborato dalla Rics e dall'Incorporated Society of Valuers and Auctionners(Isva), le principali associazioni operanti in campo estimativo. Secondo il manuale le superfici si articolano in due tipologie: la superficie lorda(esterna ed interna) e la superficie netta. La superficie lorda esterna degli edifici(Grass External Area, Gea) rappresenta l'aerea complessiva dell'edificio misurata al lordo dei suoi muri esterni2. Tale parametro tecnico è utilizzato nelle pianificazioni urbanistiche, nelle stime fiscali e in quelle relative ai costi di costruzione. La superficie interna lorda (Grosso Internal Area, Gia) rappresenta la superficie di pavimento misurata a dal perimetro interno dei muri. Tale parametro tecnico è utilizzato nelle stime dei costi di costruzione e in quelle relative ai valori di mercato.
La superficie interna netta(Net Internal Aera, Nia, o Effective Floor Area) è rappresentata dalla superficie utile dell'edificio, misurata a partire dai muri perimetrali interni3. Tale parametro tecnico è utilizzato nelle stime di edifici destinati al settore terziario e commerciale, nell'ambito di perizie volte a determinare il valore di mercato ed anche nelle stime a carattere fiscale.

La semplificazione dei manuali inglese, trova parziale riscontro nell'esperienza francese della Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére, che ci presenta nove tipi di unità di misura di cui riporteremo solo i più significativi.

La superficie lorda(Surface Hors Oeuvre Brute, Shob) viene definita come "la superficie lorda di pavimento di una costruzione data dalla somma delle superfici dei pavimenti di ogni livello di costruzione."4 Utilizzata nelle concezioni edilizie e nella stima degli oneri concessori, la superficie netta(Surface Horse Oeuvre Nette, Shon) è definita dal Codice dell'Urbanistica e si ottiene detraendo dalla superficie lorda le seguenti superfici:

  • Le superfici dei piani interrati e dei sottotetti delle costruzioni "non utilizzabili per abitazione o per le attività di carattere professionale, commerciale, artigianale ed industriale.”5
  • Le terrazze coperte, i balconi, le logge e le superfici non chiuse al piano terra
  • Le aeree di sosta dei veicoli.
  • Le superfici di specifiche costruzioni ad uso agricolo.
La superficie utile lorda(Surface Utile Brute, Sub) è uguale alla superficie netta da cui sono detratte le superfici relative agli elementi strutturali e quelle impiegate per la circolazione verticale. Tale parametro tecnico è utilizzato nelle perizie volte alla stima del valore di mercato, ma può essere anche scomposto nelle superfici effettivamente dedicate alla specifica destinazione d'uso e nelle superfici di servizio.
I concetti di superficie lorda e netta francesi ed inglesi, ed anche quelli individuati da altri organismi internazionali del settore, risultano essere analoghi o tendono perlomeno a convergere.
L'analisi comparata della realtà inglese e francese, ulteriormente allargata all'analisi delle norme internazionali, ha l'importante obiettivo di superare le diversità che distinguono le singole nazioni, individuando appropriate unità di misura che consentano misurazioni non ambigue dei beni immobili in caso di transazioni internazionali.

I Procedimenti di Stima
I procedimenti di stima riportati nel Red Book, nella Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére e nei manuali internazionali, presentano significative differenze, in primo luogo la trattazione dell'argomento in una sezione specifica della guida francese contrapposta all'esposizione non sistematica negli altri due casi. Ugualmente, però, i manuali convergono verso una classificazione in cinque gruppi. Nel primo, si trovano i procedimenti per confronto diretto, che si basano sulla comparazione dei prezzi rilevati sui mercati immobiliari di riferimento, e a condizione che esista un campione significativo di transazione sulla base del quale effettuare la stima.
I procedimenti per capitalizzazione si basano sulla attualizzazione di un reddito, assunto illimitato e costante, ad un determinato tasso di fruttuosità. Il numeratore e il denominatore del rapporto che conduce al valore di mercato possono essere oggetto di importanti distinzioni, da cui derivano una molteplicità di tassi impiegati nella valutazione per capitalizzazione o nella valutazione finanziaria di beni e progetti:
  • Il tasso di capitalizzazione si ottiene dal rapporto fra valore locativo di mercato e il valore di mercato dell'immobile.
  • Il tasso di rendimento si ottiene dal rapporto fra il valore locativo di mercato e il valore di mercato dell'immobile a cui devono essere aggiunti i costi legati all'acquisizione dell'immobile.
  • Il tasso di capitalizzazione e il tasso di rendimento possono essere distinti in teorici(cioè riferiti ad un valore locativo di mercato, spesso ottenibile solo in futuro) ed effettivi(cioè riferiti al reddito percepito dal proprietario dell'immobile).
  • I tassi sono detti inoltre lordi o netti: lordo se esprime il rapporto fra il valore locativo, di mercato o effettivo, al lordo di tutte le spese di pertinenza della proprietà e il valore di mercato dell'immobile; netto se esprime il rapporto fra il reddito annuo al netto delle spese ed il valore dell'immobile.
  • Infine la Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére introduce il tasso di rendimento interno, inteso come la redditività dell'insieme dei capitali investiti, e il saggio di attualizzazione che riflette il costo opportunità del capitale nell'ambito delle valutazioni effettuate con il procedimento del Dcf.

Anche in questo caso la differenza con la tradizione estimativa italiana è di grande interesse, dal momento che essa è ancorata al saggio di capitalizzazione netto e solo negli ultimi anni si è aperta all'impiego del saggio di fruttuosità lordo6.

Le differenze fra la realtà inglese e quella del nostro Paese sono ancora più rilevanti: il basic model, che stima il valore dell'immobile in base ad un adeguato saggio di capitalizzazione in grado di considerare il livello di rischio dell'immobile(all-risk yield), è stato negli anni integrato a tecniche che hanno notevolmente diminuito la sua distanza dai modelli di natura finanziaria.

Il valore di capitalizzazione è quindi ottenibile dalla somma di due addendi: il primo rappresenta la capitalizzazione dei redditi effettivi attuali, il secondo stima il valore attualizzato dei redditi futuri del valore di affitto degli immobili, una volta che il valore locativo sarà riportato agli effettivi valori di mercato7.

Per alcune tipologie di beni immobili, ad esempio i cinema, i ristoranti, il bene immobile è strumentale all'esercizio di attività terziarie specifiche. In tali casi, il valore dell'immobile deriva direttamente dall'analisi della domanda e dell'offerta di servizi, e dei relativi ricavi e costi, effettuabile utilizzando flussi di cassa scontati all'attualità o metodologie più empiriche, di norma usate su alcuni parametri chiave dell'attività economica. Un ragionamento analogo può essere sviluppato per la stima del valore di beni immobili considerati fattori della produzione nell'ambito di operazioni immobiliari. Tuttavia il ragionamento di fondo non muta: l'immobile rappresenta comunque la risorsa necessaria per arrivare ad un processo di trasformazione che porterà un promotore immobiliare a commercializzare i beni esito della trasformazione dopo averne sostenuto i costi. Il valore del bene immobile rappresenta quindi la differenza fra i ricavi dei beni venduti e i costi per la trasformazione del bene.
In generale i procedimenti che stimano il valore del bene a partire dai redditi che esso è in grado di dispiegare, e quelli che lo valutano stimando il residuo dei processi di trasformazione immobiliare, oppure di servizi intrinsecamente legati all'immobile stesso si saldano in modo sempre più importante alle metodologie della valutazione finanziaria e in particolare alle metodologie del Dcfm(Discounted Cash Flow Method).

Il procedimento di stima del costo di riproduzione risulta analogo nel Red Book, nella Charte de l'Expertise en Evauation Immobiliére, ed anche secondo gli standard internazionali del Tegova8, in cui si presenta sia come valore di stima che come procedimento, applicato prevalentemente nelle stime di immobili che per caratteristiche funzionali e tipologiche, non possono essere stimativi attraverso il confronto diretto. In tutti i testi, la stima del costo di riproduzione si accompagna alla possibilità di deprezzarlo9 in funzione delle caratteristiche del bene oggetto di stima.

Nell'analisi comparativa dei procedimenti illustrati dai due manuali nazionali presi in esame, la differenza più significativa riguarda il metodo che divide il suolo dalla costruzione, presente nella Charte francese che distingue la valutazione dei due elementi costituenti il bene immobile: il suolo e la costruzione(method par sol et construction). Il metodo par sol et construction si avvicina sensibilmente alle pratiche tedesche, che prevedono la stima differenziata del suolo e della costruzione; simili procedure però risultano assolutamente isolate ed originale nel quadro delle esperienze continentali.

I temi per un codice delle valutazioni in Italia
L’analisi delle varie esperienze europee, consente l’individuazione, provvisoria e parziale, delle tappe che possono condurre alla realizzazione di un codice delle valutazioni anche nel nostro Paese. Tuttavia la situazione italiana, sia sul piano delle competenze, sia sul piano dei soggetti personali, esclude, almeno a breve termine, la possibilità di giungere ad una situazione analoga a quella del Regno Unito. L’adesione a standard e norme più rigorose potrebbe rivelarsi conveniente in virtù di precisi segnali da parte della domanda di valutazione, e in particolare dai settori più sensibili alla qualità in questo ambito, ovvero il sistema bancario e finanziario. In Italia, un codice delle valutazioni non può che essere costituito, per usare un’espressione inglese, dalle Guidance Notes, prive di cogenza, ma il cui rispetto consente di accrescere il valore della propria attività di stima e di accedere a mercati altrimenti preclusi. In generale tutti i manuali esaminati si propongono di regolare l’attività di valutazione stabilendo i contenuti del prodotto della valutazione, senta tuttavia, senza tuttavia rinunciare a fissare alcuni elementi di processo legati alla sua realizzazione.
L’analisi svolta ha messo in rilievo la presenza di differenze anche significative nel riferimento ai valori, alle unità di consistenza e ai procedimenti; l’operazione di condurre la molteplicità di tali elementi ad un’unica definizione implicherebbe numerose difficoltà. Appare quindi più verosimile proporre un percorso che renda trasparente la scelta di specifiche definizioni, consentendo a clienti e a terze parti la loro eventuale traduzione, quanto più possibile chiara e comprensibile. In altre parole la proposta di un insieme di definizioni e procedure intelligibili per l’insieme dei soggetti coinvolti nelle valutazioni risulta la più convincente. Tuttavia la selezione dei termini di un glossario da porre a disposizione dei tecnici, è comunque doverosa e deve essere accompagnata da una chiara esplicitazione degli strumenti che godono del maggior consenso nello scenario internazionale. Appare inoltre chiaro come a livello nazionale ed internazionale sia opportuno promuovere l’avanzamento disciplinare per dare risposta alle recenti istanze della domanda di valutazione (per esempio nel settore della finanza immobiliare)
A queste condizioni, la realizzazione di un codice delle valutazioni effettivamente condiviso, rappresenta un’ipotesi credibile, in grado di mutare significativamente le pratiche professionali e contribuire all’integrazione del settore immobiliare con gli altri settori dell’economia, favorendone, sotto il profilo quantitativo e qualitativo, lo sviluppo.


1 Il saggio riprende e sviluppa i temi affrontati negli studi per il Codice delle valutazioni immobiliari di Tecnoborsa(2000) realizzati da una specifica unità di ricerca delll’Istituto Nazionale di Urbanistica di cui direttore scientifico è stato Stefano Stanghellini, presidente dell’Inu, e coordinatori Giuliano Marella e l’autore. Alle ricerche hanno inoltre collaborato Antonella Faggiani, Laura Gabrielli e Tecla Mambelli.
La prima versione del Codice, promossa da 12 organismi (Associazione Bancaria Italiana(ABI), Censis, Confedilizia, Consiglio Nazionale delle Borse Immobiliari Italiane, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali(FIAIP), Istituto Nazionale di Urbanistica(INU), Ministero delle Finanze-Dipartimento del Territorio, Poste Italiane, Ente Nazionale di Unificazione(UNI), Unioncamere, Università Bocconi – Newfin) è stata realizzata con la supervisione di Aldo de Marco(Tecnoborsa), mentre la responsabilità del coordinamento è stata di Giampiero Bambagioni
2 La superficie esterna lorda include: lo spessore dei muri esterni e le loro proiezioni sul pavimento; le superfici occupate da muri e partizioni interne così come le superfici occupate da colonne, pilastri, camini, vani scala, dagli impianti degli ascensori e simili e dei montacarichi; gli ingressi in doppia altezza misurati alla base del piano(misurati separatamente); i balconi interni; le superfici dei vani ascensori, vani per impianti elettrici, magazzini, locali caldaie, che sono collocati in una struttura permanente o nel sottotetto(misurata separatamente); i fabbricati esterni che condividono almeno un muro con il fabbricato principale(misurati separatamente); cfr Griffith e Fear(1996).
3 La superficie interna netta include le seguenti superfici; gli ingressi in doppia altezza misurati alla base del piano(misurati separatamente); gli ingressi; le cucine e gli armadi di servizi; le unità incassate ed armadi a muro; i balconi interni aperti e simili(misurati separatamente); le superfici occupate da battiscopa; le superfici che contengono griglie di ventilazione e riscaldamento; le superfici servite da muri interni non strutturali o partizioni mobili; cfr Griffith e Fear (1996).
4 La circolare n.80 del 12 novembre 1990 del Ministero dei Lavori Pubblici(Ministére de l’Equipment) indica gli elementi compresi nella superficie esterna lorda: i pianterreni e gli altri piani(compresi quelli delle costruzioni aperte); i livelli intermedi, quali mezzanini e le gallerie; i sottotetti ed i piani interrati; i tetti piani(accessibili o meno)
5 Tale detrazioni si calcola in base all’altezza dei locali; non sono considerate utilizzabili le parti dei pavimenti nei sottotetti e negli interrati che dispongono di altezze sottotetto inferiori a 1,80m; alla destinazione dei locali: nella superficie netta non vengono considerati i locali in sottotetto o seminterrato(sala caldaia, sistema d’aria condizionata, macchinario degli ascensori, installazioni telefoniche); alla natura dei locali: non possono essere considerate utilizzabili le superfici di locali in sottotetto o negli interrati anche se la loro altezza supera 1,80 m se prive dei requisiti statici necessari per l’abitabilità dei locali.
6 L’apertura a misure della fruttuosità lorda degli immobili è peculiare delle pubblicazioni e della ricerca del settore privato. Nomisma spiega il saggio di fruttuosità lordo nell’ambito delle proprie analisi sui mercati immobiliari delle 13 aeree metropolitane esaminate nel Rapporto quadrimestrale sul mercato immobiliare. La rivista “il consulente immobiliare” presenta nei suoi rapporti semestrali, stime del reddito lordo per metro quadro annuo, senza riportare la percentuale in detrazione per spese a carico della proprietà. Il software “Stima degli Immobili” distribuito
dal quotidiano “Il Sole 24 Ore” riporta valori reddituali espressi su base annua al lordo delle spese di pertinenza della proprietà ed esprime dei valori di redditività lorda dei beni stimati.
7 Sull’impiego del procedimento per capitalizzazione e sulle sue varianti adottate nella pratica professionale nel Regno Unito, cfr Crosby(1996, pp 278 e ss)
8 Il Tegova è un’associazione no profit di diritto belga a cui aderiscono organismi che si occupano di valutazioni immobiliari. L’edizione dei Valuation Standards del 1997 è stata sottoscritta da 38 organismi europei(fra cui unico rappresentate del nostro Paese al momento della pubblicazione, il Consiglio Nazionale dei Geometri)
9 Sull’impiego delle metodologie applicabili per stimare in modo scientificamente fondato il deprezzamento degli immobili, cfr i paragrafi 3.4.3.2 Deprezzamento e 3.4.3.3 Stima del deprezzamento immobiliare del manuale di Simonotti (1997, pp 195 e ss).

Ezio Micelli è ricercatore confermato di Estimo presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia

Total Quality Management
nella stima di beni immobili

1. Premessa1
La definizione di qualità come "insieme delle caratteristiche di un'entità che conferiscono ad essa la capacità di soddisfare esigenze espresse ed implicite" data dalla norma ISO 84022, costituisce il cardine del Total Quality Management o Qualità Totale. La Qualità Totale è un approccio sintetico che trova applicazione nei più svariati ambiti del mondo della produzione e dei servizi, sia pubblici che privati, in grado di apportare numerosi e noti benefici, in termini sia di miglioramento dell'efficacia ed efficienza del processo produttivo, che di garanzia e tutela dell'utente.
Inizialmente concepito e sviluppato nell'ambito della produzione privata, questo sistema ha progressivamente coinvolto il mondo dei servizi e il settore pubblico3, favorito ultimamente anche da provvedimenti specifici in materia.
Tuttavia, non si hanno riscontri di significative applicazioni della Qualità Totale nell'ambito dell'estimo. Tale circostanza può essere in parte riconducibile ad alcuni specifici vincoli del settore, come la varietà delle organizzazione all'interno delle quali vengono svolte attività di valutazione immobiliare. Infatti, pur in presenza di un output convergente e comune, cioè la perizia di stima, la struttura e i contenuti di un sistema qualità possono presentare differenze anche sostanziali a fronte di organizzazioni tanto diverse.
Nonostante l'esistenza di questo quadro così frammentario, si ritiene che alcuni concetti del sistema della Qualità Totale, possano avere un'efficiente applicazione anche in ambito estimativo, favorendo l'efficienza e la trasparenza delle stime.

2. Il concetto di Qualità Totale
In relazione allo specifico ambito delle valutazioni immobiliari, sembra opportuno richiamare l'attenzione sui concetti essenziali della "qualità". La Qualità Totale origina da studi giapponesi4 e statunitensi compiuti attorno agli anni quaranta e cinquanta. Nel tempo però, il concetto di "qualità" ha seguito un'evoluzione precisa, fino all'attuale accezione di "Qualità Totale".

Tale percorso può essere schematizzato in tre fasi:

  1. la qualità del prodotto o del servizio;
  2. la qualità del processo produttivo;
  3. la Qualità Totale5.
Il concetto di "Qualità Totale" si riferisce quindi all'estensione dell'approccio qualitativo a tutti i
livelli, settori, processi aziendali, anche quelli che non generano prodotto o servizi per il mercato.
Parallelamente, il concetto si è anche esteso ai soggetti interessati, sia nell'ottica dell'acquirente, sia nell'ottica del fornitore o produttore, per mirare alla soddisfazione di entrambi questi soggetti.
La nozione di Qualità Totale e il processo che conduce all'identificazione della stessa sono regolati da un corpus di norme tecniche emanate da enti quali l'ISO, l'europeo CEN(Comité Europeén de Normalisation) e in Italia l'UNI.
Le norme tecniche generalmente non hanno carattere cogente, salvo nei casi in cui vengono recepite e assunte a riferimento da specifiche leggi. Tale peculiarità le rende più flessibili e facilmente aggiornabili, senza tuttavia arginarne la diffusione, che resta legata al grado di maturità e consapevolezza di produttori e utenti.

3. Il Sistema Qualità
3.1 Il Cerchio della qualità dei servizi
L'attività di valutazione immobiliare non di rado viene svolta nell'ambito di strutture caratterizzate da elevata complessità gestionale, molteplicità di servizi e correlati processi produttivi, quali ad esempio studi professionali, istituti di credito, pubbliche amministrazioni. Pur nella loro diversità, è possibile ricondurre tali organizzazioni al modello generale di Sistema Qualità.
Il Sistema Qualità comprende la struttura organizzativa, le attività, i programmi e le azioni tendenti ad assicurare che un prodotto, un processo o un servizio sia conforme agli obiettivi finali e agli scopi per cui deve essere utilizzato6.
Per fare ciò il Sistema Qualità si articola in tre principali processi:
  1. il processo di ricerca di mercato;
  2. il processo di progettazione del servizio;
  3. il processo di realizzazione, o di fornitura del servizio.
Tali processi concorrono alla realizzazione del servizio e possono essere rappresentati come parti del "Cerchio della qualità" schematizzato graficamente nella figura n.1
Dall’analisi del Cerchio della Qualità, emergono i caratteri salienti del Sistema Qualità, teso tra l’individuazione delle esigenze da soddisfare con il servizio e l’output del servizio stesso. Tra i due estremi si sviluppa l’articolazione dei principali processi; tra di essi assume grande importanza il processo di progettazione del servizio. Tale fase, prevede l'elaborazione di documenti scritti, che consistono in tre livelli di specifiche:
  1. le specifiche di servizio;
  2. le specifiche per la realizzazione del servizio;
  3. le specifiche per il controllo della qualità;
Nei prossimi paragrafi, tali specifiche verranno analizzate singolarmente e nelle loro caratteristiche salienti.

3.2 Le specifiche del servizio
Le specifiche del servizio sono finalizzate alla descrizione completa e precisa delle caratteristiche del servizio offerto e delle relative condizioni di accettabilità, ovvero requisiti minimi. Inoltre, devono contenere la chiara descrizione delle caratteristiche del servizio soggette a valutazione da parte del cliente7. Nell'ambito delle perizie di stima, le specifiche del servizio devono considerare alcuni elementi essenziali, come i requisiti minimi che riguardano i contenuti sia economici che tecnici della perizia in relazione alle diverse tipologie di stima e finalità8. Un altro aspetto rilevante è la definizione di un percorso procedurale e di un glossario tecnico/settoriale univoco.

3.3 Le specifiche per la realizzazione del servizio
Le specifiche per la realizzazione del servizio contengono le procedure per la realizzazione del servizio, con la descrizione della modalità da eseguire in tale processo, e definiscono i metodi e i mezzi utilizzati per offrire il servizio. All'interno di tali specifiche sono compresi elementi di notevole importanza quali:
  1. La descrizione delle caratteristiche della realizzazione del servizio che lo influenzano direttamente;
  2. Le condizioni di accettazione;
  3. I requisiti delle risorse necessarie per rispettare le specifiche;
  4. La quantità e la competenza professionale del personale richiesto;
  5. L'affidamento a subfornitori per l'acquisizione di prodotti e servizi.
Considerando di nuovo lo specifico ambito delle valutazioni immobiliari, due aspetti assumono grande rilevanza. Il primo è relativo alla qualificazione dei soggetti che, ad ogni livello, intervengono nelle diverse fasi del processo estimativo. Il secondo riguarda l'individuazione dei requisiti minimi per la scelta dei subfornitori, con particolare riferimento alla modalità di raccolta delle informazioni relative al mercato immobiliare. In altre parole, le specifiche dovrebbero anche definire quali siano i requisiti qualitativi ai quali deve rispondere l'attività d'informazione perché i relativi output possano essere usati a fini estimativi.

3.4 Le specifiche di controllo della qualità
Le specifiche di controllo della qualità definiscono le procedure per la valutazione e il controllo delle caratteristiche del servizio e della sua erogazione. Inoltre, la specifica di controllo della qualità dovrebbe consentire l'efficace controllo di ciascun processo, per assicurare l'effettiva rispondenza del servizio alle specifiche dello stesso.
Nell'ambito della valutazione immobiliare, per esempio, tali procedure sono concretizzate nella cosiddetta check-list. Tale strumento consentirebbe di verificare la completezza dell'elaborato e la sua rispondenza alle specifiche elencate nei punti precedenti, in un ottica di trasparenza e tutela dell'utente.



4. Il profilo delle specifiche del servizio

4.1 I diversi approcci
Per quanto riguarda la possibilità di definire un insieme di specifiche atte a governare il processo di stima e il relativo prodotto, ovvero la perizia di stima, è necessario iniziare da un'analisi dei principali approcci già in uso divisi in due principali categorie:
  • L'approccio legato al processo, che consiste nel definire le specifiche della valutazione in termini di articolazione, generalmente cronologica, delle attività o azioni che il soggetto valutatore deve compiere nel corso del processo di valutazione;
  • L'approccio legato al prodotto, che consiste nel definire le specifiche della valutazione in termini di articolazione del contenuto della perizia finale. Si tratta dell'approccio più diffuso, grazie alla sua elasticità, poiché le specifiche che ne derivano prescindono dall'organismo o dal soggetto valutatore, consentendo quindi una sua applicazione ad una pluralità di casi e soggetti diversi.
4.2 L'approccio legato al processo
L'approccio legato al processo, anche se da tempo presente ai teorici dell'Estimo, solo raramente è stato analizzato e sviluppato approfonditamente. Già negli anni sessanta, tale processo era stato diviso in tre principali momenti da Di Cocco:
  • Interpretazione dei rapporti economici e giuridici che intercorrono fra cose e fatti da stimare e persone implicate; individuazione del tipo economico del valore da stimare e dei suoi particolari attributi;
  • Riconoscimento di più procedimenti idonei a ricostruire il tipo economico voluto e nella scelta di uno o più procedimenti di stima;
  • Individuazione delle condizioni di fatto e della definizione delle condizioni ipotetiche; individuazione dei dati elementari di fatto ed ipotetici necessari.
Sulla base della linea tracciata da Di Cocco, nel 1994 Grillenzoni e Grittani, hanno formalizzato un complesso modello grafico, articolato in un diagramma di flusso, del processo di valutazione (vedere figura n.2).
Infine nel 1996, l'approccio legato al processo, è stato diviso in tre macro-fasi da Ferreri, Sondini e Tirri:
  1. Fase preliminare: il valutatore identifica l'oggetto, lo scopo ed il momento della stima, ed identifica la categoria di valore da determinare. In conseguenza di questi elementi, il valutatore seleziona i criteri di valutazione da applicare.
  2. Fase operativa: il valutatore procede alla raccolta ed analisi di dati ed informazioni rilevanti, e all'applicazione dei criteri di valutazione scelti in precedenza, fino all'elaborazione dei risultati finali.
  3. Fase conclusiva: il valutatore procede alla verifica dei risultati e alla stesura della relazione finale.
Dall'analisi dei risultati ai quali sono giunti gli studiosi citati in precedenza, emerge come i tentativi di sistematizzazione del processo di valutazione nascano in ambito prevalentemente scientifico, in assenza di un legame diretto, di natura operativa, con le esigenze di controllo del processo(e in senso lato della qualità) all'interno di specifiche organizzazioni. Costituirebbe una forzatura, il tentativo di impiegare tali modelli, di indubbio valore scientifico, nell’ambito degli scopi del presente contributo. Infatti, poiché non sono riferibili a soggetti specifici, risulterebbero generici e sfuocati. Infatti, non sembra possibile individuare ed articolare un insieme compiuto di attività finalizzate alla valutazione, prescindendo dall’analisi del soggetto che compie la valutazione stessa.
Lo scollamento tra modello di processo e modello organizzativo, compromette la possibilità di istituire un solido legame tra attività e azioni da un lato, e responsabilità dei soggetti dall’altro. Tale legame risulta invece indispensabile ai fini della garanzia della qualità e della trasparenza del prodotto.

4.3 L’approccio legato al prodotto
Riscontrata la rilevanza dei vincoli che impediscono di definire un modello generale di specifiche della valutazione, resta da sondare la possibilità di concentrare l’attenzione sul prodotto anziché sul processo.
L’approccio legato al prodotto trova riscontro in numerosi manuali di specifiche elaborati, per uso interno, da enti ed istituzioni. Trova inoltre riscontro negli standard definiti da associazioni di categoria dei valutatori. Diverse sono le direttive rilevanti elaborate in ambito internazionale, ma tra tutte, ha assunto grande autorevolezza e diffusione a livello europeo le indicazioni contenute nel Appraisal and Valuation Manual della Royal Institution of Chartered Surveyors (meglio noto come Red Book9).
Il manuale si articola in due sezioni:

  • Practice Statemens: definiscono un percorso sistematico, considerabile anche come un nucleo di specifiche di prodotto, sebbene con alcuni risvolti legati al processo.
  • Valuation Report: di fatto contiene l’articolazione dei contenuti della perizia.
Nella tabella 1 è riportata una sintesi dei principali contenuti del Valuation Report sulla base dei Practice Statements. Questi stessi contenuti sono la spiegazione della diffusione internazionale del Red Book, e possono essere sintetizzati nei seguenti termini:
  • Elasticità: Le specifiche, pur rigorose nell’approccio, non costringono il perito ad aderire a schemi e metodi rigidi e prefissati. Infatti, il perito può decidere di adottare una delle definizioni del Red Book o un’altra, fornendo però un’adeguata spiegazione a tale scelta.
  • Responsabilità: Il modello del Red Book induce il perito a dichiarare i limiti del proprio operato, e conseguentemente il livello di responsabilità nei confronti del committente ed eventualmente di terzi soggetti.
  • Trasparenza: Il Red Book mira a rendere trasparente il processo di stima, per evitare qualunque ambiguità o equivoco da parte dei soggetti che faranno uso della perizia.
Tuttavia, la peculiarità della metodologia estimativa del manuale del Red Book, emerge con maggiore evidenza se confrontato con un omologo italiano. Un esempio è costituito dallo “Schema unificato per la redazione di perizie di stima” elaborato dall’Enel nel 1990. Si tratta di un approccio legato al prodotto, volto a regolare puntualmente il contenuto del prodotto finale, diviso in sei fasi: 1) premessa e scopo della stima; 2) descrizione generale dell’immobile; 3) relazione tecnica; 4) valutazione 5) conclusioni e indicazioni del valore del bene; 6) elenco degli allegati.
Questo modello però, elude alcuni aspetti essenziali del Red Book, quali i limiti delle fonti e delle responsabilità del valutatore. Inoltre, poiché le specifiche non sono integrate da un glossario, non vi è piena chiarezza in ordine all’interpretazione di alcuni termini.

5. Conclusioni
L’analisi delle possibili connessioni tra Sistema Qualità e modelli procedurali estimativi ha evidenziato alcune potenzialità operative, in termini di maggior trasparenza del processo e qualità del prodotto. In particolare, le prospettive più promettenti sembrano essere legate alla redazione di specifiche di servizio settoriali, finalizzate alla descrizione completa e precisa delle caratteristiche del servizio offerto e delle relative condizioni di accettabilità, ovvero requisiti minimi. La redazione di tali specifiche, presuppone però la conoscenza delle potenzialità e dei limiti dei due approcci sopra analizzati e definiti. L’approccio di processo permette di controllare la qualità a tutti i livelli, ma essendo tarato su specifiche finalità e caratteristiche organizzative, difficilmente può condurre a modelli di validità generale, se non a rischio di una certa generalità. L’approccio di prodotto, controlla solo parzialmente il processo, ma in presenza di un output sostanzialmente omogeneo quale la perizia di stima, può trovare applicazione in organismi molto diversi fra loro.
Alla luce di tali esperienze, la possibilità di promuovere ed implementare in Italia un organico insieme di specifiche del servizio di valutazione immobiliare sembra avere due specifiche prospettive: l’una dedicata al modello di articolazione della perizia (sulla base di un approccio di prodotto integrato da prescrizioni di processo), l’altro alla precisa definizione delle terminologia e delle convenzioni da adottare10. Queste specifiche risulteranno poi essere la base di un codice di autodisciplina per chi opera nelle valutazioni immobiliari di natura non cogente ma volontaria, la cui diffusione nella comunità professionale è legata alla crescente domanda di qualità, trasparenza e affidabilità delle valutazioni, proveniente in primo luogo dal settore bancario e finanziario.


1 Il saggio riprende e sviluppa alcuni temi della ricerca “Qualità delle informazioni e delle valutazioni nel settore immobiliare”, condotta da un’unità di ricerca dell’Istituto Nazionale di Urbanistica con la direzione scientifica di Stefano Stanghellini, presidente dell’INU, e il coordinamento dello scrivente e di Ezio Micelli. Hanno inoltre collaborato Antonella Faggiani, Laura Gabrielli e Tecla Mambelli. Su tale ricerca fonda il Codice delle valutazioni immobiliari di Tecnoborsa S.c.p.A., promosso da un gruppo di organismi(Associazione Bancaria Italiana(ABI), Censis, Confedilizia, Consiglio Nazionale delle Borse Immobiliari Italiane, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali(FIAIP), Istituto Nazionale di Urbanistica(INU), Ministero delle Finanze-Dipartimento del Territorio, Poste Italiane, Ente Nazionale di Unificazione(UNI), Unioncamere, Università Bocconi – Newfin), con la supervisione di Aldo De Marco e il coordinamento di Giampiaero Bambagioni.

2 Ci si riferisce alla norma ISO 8402 “Qualità-Terminologia”.

3 In base all’articolo 8 della Legge Quadro in materia di Lavori Pubblici(Legge 11 febbraio 1994, n.109 e successive modifiche ed intergrazioni), “i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati ed improntare la loro attività ai princìpi della qualità, della professionalità e della correttezza. Allo stesso fine i prodotti, i procesi, i servizi e i sistemi di qualità aziendali impiegati dai medesimi soggetti sono sottoposti a certificazione, ai sensi della normativa vigente.”

4 Per l’esattezza da Ishikawa. Un breve ma efficace profilo storico dello sviluppo del Total Quality Management è stato tracciato da B.Jouslin de Noray in Laboucheix(1990).

5 In tema di Qualità Totale la bibliografia internazionale è vastissima. Alcuni spunti per il presente contributo sono stati trattati dai già citati Conti(1993) e (1997), Juran e Godfrey(1990) nonché dall’ormai classico Juran (1965)

6 Il principale riferimento per le definizioni seguenti è costituito dai criteri forniti dalla serie di norme ISO 9000(EN 29000 per l’Europa, UNI-EN 29000 per l’Italia) con particolare riferimento alla norma UNI EN 29004-parte seconda “Elementi di gestione per la qualità e del sistema qualità. Guida per i servizi.”

7 Secondo la norma il “cliente”, ovvero il destinatario del servizio, non deve essere necessariamente esterno all’organizzazione dei servizi. Si pensi alle stime effettuate per uso “interno” da organizzazioni quali istituti di credito.

8 Ad esempio, la verifica della regolarità tecnica ed urbanistica dell’immobile potrà risultare necessaria in una perizia giudiziaria o ipotecaria, meno rilevante in una perizia con finalità assicurative.

9 Per un quadro del panorama europeo si rimanda all’ampia disamina contenuta in Micelli(2000) e al contributo De Gasperis(1997) incentrato sul credito fondiario.

10 Un primo tentativo metodologico di delineare un modello di specifiche fondato sul binomio percorso procedurale associato ad un glossario della terminologia e delle convenzioni è stato proposto nell’ambito della già citata ricerca INU-Tecnoborsa “Qualità delle Informazioni e delle valutazioni nel settore immobiliare.”


Giuliano Marella, ingegnere, libero professionista, è professore a contratto di Estimo e contabilità dei lavori nell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia


FIGURA N.2 Organizzazione del servizio


TABELLA N.1

Sintesi di alcuni contenuti del Valuation Report
prescritti dal Red Book

Committente La perizia deve contenere i nominativi dei committenti, eventualmente con l’indicazione della loro qualifica nell’ambito della società in cui operano
Particolarità dell’incarico e delle ipotesi assunte Qualunque particolare indicazione data al valutatore, o qualunque ipotesi particolare o inusuale, deve essere espressa.
Scopo della valutazione Lo scopo della valutazione, come concordato con il cliente, viene espresso chiaramente ed inequivocabilmente(ad esempio, per finalità di bilancio societario, per mutuo ipotecario, ecc…)
Data di riferimento Può trattarsi della stessa data della perizia, o di una data anteriore, ma non di una data futura
Aspetto economico Gli aspetti economici o “valori” da considerare, sono quelli definiti dallo stesso Red Book. Qualora per particolari ragioni si intenda adottare una diversa definizione o una particolare accezione, essa deve essere esplicitata con cura
Ipotesi Dalla perizia devono emergere le ipotesi assunte in merito ai diritti reali e ai vincoli gravanti sull’immobile, alla presenza di difetti occulti ecc…
Ubicazione e identificazione Se la perizia si riferisce a più beni immobili, può essere utile riportare in allegato alcune tabelle riassuntive, della quali il Red Book fornisce il modello.
Impianti e macchinari(se presenti) Il valutatore specifica se è stato compiuto un esame tecnico degli impianti e dei macchinari. Specifica inoltre i casi nei quali l’ispezione diretta è preclusa.
Fonti Si precisano le fonti, la responsabilità in merito alla loro attendibilità e la natura delle informazioni sulle quali si è fatto affidamento. Il valutatore deve chiarire se la perizia è stata condotta in assenza di precise informazioni riguardo ad alcuni aspetti. Il valutatore deve indicare nella perizia se sono necessarie ulteriori verifiche di informazioni o ipotesi sulle quali si fonda la perizia, o se informazioni importanti non sono state fornite
Proprietà e vincoli Informazioni concernenti la proprietà ed ogni altro diritto o vincolo gravante sull’immobile
Sopralluoghi Indicazione della data e della natura dei sopralluoghi, con esplicito riferimento alle parti dell’immobile che non è stato possibile visitare.
Tributi e costi di acquisizione Ad esempio IVA, o imposta sui capital gains
Altre informazioni Qualunque altra informazione il valutatore ritenga importante per il cliente,
Previsioni Qualora nella perizia siano contenuti degli scenari di futuro incremento del valore dei redditi, precisare che ciò potrebbe anche non accadere, e che i prezzi potrebbero sia crescere che diminuire
Terzi Indicare che la perizia è riservata al committente, con esclusione di responsabilità nel confronto di terzi soggetti.
Riferimento al manuale(Red Book) Specificare se la perizia è stata condotta secondo le indicazioni del RICS o in caso contrario, per quali particolari circostanze ciò non è avvenuto.
Divieto di divulgazione senza consenso Forme e modalità dell’eventuale divulgazione o riproduzione dell’elaborato.
Status del valutatore Specificare se il valutatore è interno, esterno o indipendente, in base alle definizioni del Manuale.
Il valutatore Il nominativo, l’indirizzo, la qualifica e la firma del valutatore e dell’organizzazione alla quale appartiene.
Data della perizia Si precisa la data di stesura dell’elaborato.

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Geometri Comitato Modenese