libera TRIBUNA ELETTORALE di Geometri della Provincia di Modena

INCONTRI E CONFRONTI

GPS che passione

Contratto tra l'Associazione Geometri e l'Assogeo srl

Mi sembra che, da quanto emerso in più occasioni, il rapporto tra entità dell'investimento sul GPS e beneficio derivato abbia una sua storia, e non sia stato concepito così come lo si vede a termine del progetto.
L'investimento iniziale, quello pensato nel 1997, per la prima stazione permanente era dimensionato localmente e la partecipazione ai convegni ed ai corsi sull'utilizzo del GPS forniva una certa previsione di potenziali utilizzatori.
In seguito nacque l'ipotesi ed il progetto di una rete regionale, per la quale l'investimento avrebbe dovuto essere molto contenuto, in quanto l'amministrazione regionale dell' Emilia-Romagna avrebbe fornito ai collegi della regione un cospicuo contributo.
Complessivamente l'investimento per la realizzazione di una rete GPS sarebbe stata veramente modesto rispetto al servizio prodotto.
Da quello che so, la Regione avrebbe mosso i contributi solamente a fronte di qualcosa già in esssere: avrebbe quindi sborsato soldoni solamente dietro presentazione di documenti che dimostrassero l'esistenza di una rete regionale già operante (mi sembra di aver capito che questa fosse al situazione).
Ci si è quindi avviati per poter esibire all'incasso uno stato di fatto.
Purtroppo qualcosa è andato storto: il progetto di realizzazione di una rete regionale creata da tutti i collegi della regione è naufragato.
A quel punto a Modena si è deciso di procedere comunque in proprio, anche senza i contributi della Regione, visto che qualcosa era già stato realizzato e funzionava.
A quel punto l'investimento assumeva un'altra dimensione, ma mi sembra che ciò fosse stato portato a conoscenza degli iscritti.
Sicuramente io ne ho parlato all'Assemblea dell'Associazione del febbraio 2005 prospettando la conversione del progetto per la rasterizzazione delle mappe per far confluire il contributo regionale (quello di circa 40.000 euro) nel progetto GPS. Allora si parlava già di circa 100.000 euro di costo complessivo, esclusa la prima stazione già in funzione dal 98.
Dopo il convegno presso la sala Meta del marzo 2005, sembrò possibile una ricomposizione di un progetto regionale, impostato su due reti: una gestita dall'Associazione di Modena ed una gestita dalla Fondazione degli altri collegi della regione. Anche per questa soluzione erano previsti contributi di una certa consistenza della regione Emilia-Romagna che sarebbero stati erogati parte all'Associazione di Modena (si parlava di circa € 8.000/anno per dieci anni) e parte alla Fondazione regionale.
Complessivamente l'Associazione avrebbe quindi incassato dalla Regione Emilia-Romagna quasi 120.000 euro (circa € 80.000 per la gestione della rete e circa € 40.00 per il bando di finanziamento di progetti). La differenza sui costi sarebbe rimasta a carico di Modena.
Purtroppo anche questa seconda possibilità non ha avuto felice esito e Modena (Collegio ed Associazione) ha dovuto assorbire tutte le fatture.
Questa mi sembra grosso modo la storia dell'investimento economico della rete GPS.

Per quanto riguarda invece l'utilità dell'investimento devo dire che è davvero strano e preoccupante che ancora una volta la nostra categoria arrivi addirittura dopo del Catasto.
Già da un po' infatti il Pregeo_8 prevede l'inserimento di dati GPS, ma a Modena, che è stata la prima a dotarsi di stazione fissa, i geometri che utilizzano il GPS sono pochi e di quei pochi non tutti si servono delle stazioni fisse o della rete.
Non capisco perchè.
Io ad esempio, dopo aver sperimentato la rete, ho venduto uno dei miei ricevitori che in pratica non utilizzavo più, così ora c'e un altro studio a Modena che usa il GPS.
Oggi un'apparecchiatura per rilevare con GPS non costa più così tanto come una volta; se poi si vuole credo si possa anche trovare del buon usato a 7.000/8.000 euro.
I vantaggi operativi non sono pochi. ( ad esempio se uno ha già rilevato una volta un fiduciale e deve servirsene nuovamente, può anche evitare di ripetere il rilievo, oppure se devo rilevare una strada che si ritorce attorno ad ostacoli per la collimazione non devo eseguire innumerevoli stazioni).
Mi sembra che forse sia mancata un'efficace azione di informazione e sensibilizzazione, perchè mi sembra che i geometri che praticano rilievi topografici siano ben più di una decina, anche se pochi chiedono di provare un rilievo con GPS.
D'altro canto ricordo che anche quando uscì la circolare 2/88 all'inizio eravamo verante in pochi a procedere con metodo celerimetrico, ma ancora meno erano quelli che già avevano iniziato a farlo prima del 1988, cioè prima che il Catasto lo rendesse in un certo modo obbligatorio.
Ancora oggi nel Pregeo_9 sono presenti le righe per allineamenti e squadri, ma salvo rare situazioni, nessuno pensa di fare frazionamenti con squadro e cordella, ma neppure con la stadia.
Oggi tutti quelli che fanno catasto e topografia possiedono almeno uno strumento elettro-ottico ed un computer con programmi dedicati.
Nel 1988 chi, come il sottoscritto, tentava di poltigliare con distanziometro, computer e plotter si sentiva un po' compatito dai colleghi e veniva anche quardato con diffidenza.
Anche nell'edilizia, mi ricordo, la progettazione e la contabilità computerizzata venivano guardate con molta diffidenza.
So addirittura di tecnici che si facevano fare i disegni al computer ( che loro non sapevano uasare ) per poi ricalcarli a mano. A parte la valutazione estetica, che però non mi sembra sia preminente nelle tavole di progetto che finiscono in un archivio, non capisco quali vantaggi ciò producesse: se il fabbricato era progettato male la sua realizzazione sarebbe comunque risultata brutta, anche se le tavole erano disegnate a mano.
Oggi siamo al rendering e quasi tutti hanno almeno un computer e la macchina fotografica digitale.
Quasi tutti possiedono un telefono cellulare.
Occorre fare molta attenzione, perchè si rischia di non essere più competitivi su un mercato che si sta aprendo anche alle società di servizi ed a gruppi esteri.
Già i comuni, per gli accatastamenti oltre i termini di notifica, si rivolgeranno a tariffario prefissato all'Agenzia del Territorio per tipi mappali e pratiche DOCFA.
Anche per altre operazioni catastali le amministrazioni diffondono bandi con tariffe di un certo tipo.
Tra non molto, se non si vuole sforare nei costi, non si potrà dedicare oltre un certo tempo alle operazioni di campagna e tutto ciò che consentirà di abbreviarle diverrà vitale.
Sta di fatto che tutti quelli che si sono serviti di strumentazione GPS ora non ne vorrebbero fare a meno, quindi il sistema funziona. Forse bisogna farlo capire meglio ai colleghi topografi.
Queste sono idee mie personali ed evidentemente lasciano spazio per qualunque altra considerazione che si voglia valutare e discutere.

Cordialmente

Francesco Gorrieri
Presidente della Associazione Geometri di Modena

23.03.2006


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